{"id":32,"date":"2010-11-04T06:47:26","date_gmt":"2010-11-04T05:47:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/?page_id=32"},"modified":"2024-02-15T00:46:11","modified_gmt":"2024-02-14T23:46:11","slug":"storia-della-certosa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/storia-della-certosa\/","title":{"rendered":"Storia della Certosa"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<div class=\"rteright\"><span style=\"color: #0000ff;\">versione&nbsp; completa<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #0000ff;\"><a name=\"Indice\"><\/a>INDICE<\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#fondazione\">LA FONDAZIONE<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Medioevo\">IL CENOBIO E IL BORGO<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/storia_completa.htm#medioevo\">IL MEDIOEVO DELLA CERTOSA <\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Rinascimento\">IL RINASCIMENTO &#8211; IL XVI e XVII SECOLO<\/a><\/div>\n<div align=\"left\"><a href=\"#Settecento\">LA FINE DEL CENOBIO CERTOSINO<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Fondazione\">LA FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Moderna\">NASCE LA CERTOSA MODERNA<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#FineOttocento\">LA FINE DELL\u2019OTTOCENTO<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Inizio900\">L\u2019INIZIO DEL NOVECENTO<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Attivita\">UN\u2019ATTIVITA\u2019 INTENSA &#8211; Mons. Galbiati<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Guerra\">GLI ANNI DIFFICILI DELLA GUERRA<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Seconda900\">SECONDA META\u2019 DEL NOVECENTO RIPRESA E RINNOVAMENTO<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"#Anni2000\">LA CERTOSA VERSO IL DUEMILA E OLTRE<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/storia-certosa-formato-breve\/\" target=\"contents\" rel=\"noopener\">Storia Versione Sintetica<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/storia_immagini.htm\" target=\"contents\" rel=\"noopener\">Valpolcevera e Certosa attraverso le immagini<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"fondazione\"><\/a>LA FONDAZIONE <\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">La storia della Certosa inizia sul finire del XIII secolo, secolo di rinascita religiosa e civile, anche se non privo di molte contraddizioni e discordie; correvano i tempi di Papi famosi e potenti come Innocenzo III e Bonifazio VIII, di San Francesco e San Domenico e dei loro nuovi Ordini religiosi, prosperavano anche gli antichi Ordini del ceppo benedettino, come il Certosino.<\/div>\n<div align=\"justify\">In Italia prosperavano i Comuni , inizio sia pur contrastato, di struttura politiche democratiche, sorgevano in tutta Europa Universit\u00e0, fiorivano la letteratura e le arti, l&#8217;Alighieri con la sua Divina Commedia teneva a Battesimo la lingua italiana, ovunque sorgevano imponenti cattedrali e maestosi palazzi.<\/div>\n<div align=\"justify\">Genova, chiusa entro la cerchia antica delle mura medievali da porta Soprana a Porta dei Vacca, retta da Podest\u00e0 o Capitani del popolo, era potente Repubblica marinara con colonie e fondaci in tutti i mari.<\/div>\n<div align=\"justify\">Uscendo a Ponente, superato il promontorio di Capo di Faro (poi detto di San Benigno) e il borgo marinaro di Sampierdarena, si risaliva attraverso strade o meglio mulattiere e sentieri verso Nord, raggiunto il rio della Pietra (ora zona metr\u00f2) si entrava nelle terre dei Dinegro: poche e povere le case, forse una antica chiesetta, scarse le coltivazioni, poco avanti ( nella localit\u00e0 ora chiamata Borghetto ) una modesta costruzione adibita a ricovero di ammalati e pellegrini, l&#8217;Ospedale di San Biagio, istituito nel 1178 dai nobili Leccavela. L\u2019attuale Certosa non esisteva ancora!<\/div>\n<div align=\"justify\">Attorno verde di prati e boschi, il Polcevera scorreva non arginato lungo tutto il fondo valle. Ma stava arrivando dalle Alpi marittime attraversando i monti liguri una piccola carovana di monaci bianco vestiti con conversi e famigli, provenienti dalla Certosa del Casotto nei pressi di Cuneo, appunto per venire a fondare una Certosa anche a Genova.<\/div>\n<div align=\"justify\">Le origini di una citt\u00e0 ed ancor pi\u00f9 di un borgo sono di norma oscure e controverse, non cos\u00ec per il quartiere della Certosa che \u00e8 stato fondato il 9 luglio del 1297!<a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sanbruno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4297 size-full\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sanbruno.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sanbruno.jpg 261w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sanbruno-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">Tale data si legge negli &#8216;Annales Ordinis Cartusiensis&#8217; che ancora si conservano, nella lapide di Orazio Dinegro nel presbiterio della Chiesa, e dallo stesso atto di fondazione rogato in Asti nella chiesa di San Secondo dal notaio palatino Pietro Claverio presenti il donatore nobile Bartolomeo Dinegro (detto Bartolino) e per l\u2019Ordine Certosini Padre Oberto della Certosa di S.Maria del Casotto (nel Cuneense).<\/div>\n<div align=\"justify\">Da tali fonti si rileva anche l&#8217;importo versato ai monaci in terre e monete per complessive lire genoine d&#8217;oro 2000, comprensivo del prezzo delle terre di lire 700, nell\u2019atto il pio Bartolino specifica inoltre che dovr\u00e0 essere fatto nell\u2019anniversario della sua morte funzione di suffragio e dovr\u00e0 in tal giorno essere servito un pasto di pane, vino e legumi a 300 poveri (men\u00f9 che fa capire la povert\u00e0 del tempi antichi!).<\/div>\n<div align=\"justify\">&nbsp;I Dinegro erano famiglia mercantile importante, ammiragli e comandanti di galee, ma verosimilmente molto digiuni dell&#8217;arte di coltivare la terra: i monaci in numero di sei, pi\u00f9 tre conversi e altri famigli, erano stati comandati dal padre Bosone della Grande Chartreuse di Grenoble, superiore dell&#8217;Ordine. Il primo Priore fu appunto il Padre Oberto della Certosa del Casotto citato nell\u2019atto . I figli di S.Brunone,.come tutti gli altri ordini nati dal ceppo benedettino, fedeli al motto &#8216;ora et labora&#8217;, erano infatti specializzati in tale attivit\u00e0, e godevano la fama di abili agricoltori, architetti, amministratori, oltre che uomini di preghiera e cultura; del resto si fa merito proprio a tali Ordini di aver conservato non solo la cultura, ma anche le arti e i mestieri e la stessa organizzazione minuta delle comunit\u00e0 contadine attraverso i rozzi secoli alto medievali; nacque cos\u00ec la Certosa, Cenobio e comunit\u00e0 contadina ed operaia.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Cenobio\"><\/a>IL CENOBIO E IL BORGO <\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Il XIV e XV secolo videro il nascere della Certosa, Cenobio e borgo insieme. Era il periodo d&#8217;oro dell&#8217;Ordine certosino, sorsero infatti qualche centinaio di Certose in tutta Europa e molte di loro lasciarono il nome alla localit\u00e0 dove sorsero, le pi\u00f9 antiche in luoghi remoti poi, per volere spesso di nobili famiglie (che le utilizzarono anche per loro sepoltura), anche nei pressi delle citt\u00e0 come la Certosa di Pavia, quella di San Martino a Napoli, del Galuzzo a Firenze, per citare le pi\u00f9 note; Certosa in qualche citt\u00e0 \u00e8 chiamato anche il cimitero e dintorni (Bologna, Milano), perch\u00e9 forse le antiche Certose erano considerate prestigiosi posti di sepoltura dalle nobili famiglie del tempo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Tornando alla nostra Certosa, i monaci, i conversi, i donati (religiosi senza voti), coadiuvati da manenti e f\u00ecttavoli, probabilmente in parte ancora dei Dinegro iniziarono la costruzione del Cenobio e la colonizzazione agricola del vasto terreno ottenuto (la piana ed il monte dell&#8217;attuale sobborgo).<\/div>\n<div align=\"justify\">Venne edificato un primo chiostro in muratura ad arcate ogivali con intorno le celle dei monaci, l&#8217;oratorio di San Bartolomeo, ritenuta la prima chiesa officiata, anche se probabilmente dovevano esistere chiesette o cappelle secolari antecedenti, il terreno venne messo a coltivo a orto e vigna nella piana sottostante il cenobio (molti ricordano ancora il tinaio all&#8217;ingresso del vecchio chiostro distrutto nel 1943 da una bomba), e verosimilmente anche a grano.<\/div>\n<div align=\"justify\">Fino alla fine del secolo XIX esisteva infatti il mulino della Pietra dei monaci (demolito poi per la costruzione della linea ferroviaria e tranviaria), che derivava l&#8217;acqua dal Polcevera in corrispondenza di piazza dei Camalli (ora Facchini, antichissima) e la riversava poi insieme a quella dei fossati della Pietra e villa Rina nel greto del Polcevera nei pressi dell\u2019attuale ponticello di Campi.<\/div>\n<div align=\"justify\">Nel secolo XIX esisteva ancora in buona parte tale sistemazione agricola, poi le ferrovie e l&#8217;arginatura del torrente cambiarono profondamente il luogo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Si form\u00f2 via via il borgo lungo la strada che andava verso il nord (l&#8217;antica via Postumia o forse una sua variante, come si direbbe in gergo attuale), sorse l&#8217;abitato costituito da modeste case dei manenti, f\u00ecttavoli, artigiani, la locanda, ecc. (qualcuna di queste vecchie case forse esiste ancora peraltro molto ristrutturata), quasi un piccolo feudo governato dal Padre Priore, dal Vicario, dal Procuratore Economo coadiuvato dai conversi e servi in genere, i monaci conducevano vita di stretta clausura, di preghiera, studio e lavoro. Il Cenobio si raggiungeva per l\u2019antica \u201c crosa\u201d, cinta da alti muri, a cui si accedeva da un portale posto davanti alla edicola di N. S. della Misericordia (restaurata a cura della Unione Operatori Economici ).<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Medioevo\"><\/a>IL MEDIOEVO DELLA CERTOSA <\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">La storia del medioevo certosino si confonde ovviamente con quella delle fortune e disgrazie della vicina citt\u00e0. La Certosa per secoli fu santuario e rifugio per le povere popolazioni di allora in tempo di aspre lotte civili, guerre e carestie; non mancavano poi le calamit\u00e0 naturali, a titolo di curiosit\u00e0 al riguardo ricordiamo ad esempio negli anni 1323-24 la discesa dai monti in Polcevera e Bisagno di grandi branchi di lupi affamati che molto guasto fecero.. La beneficenza era poi antica tradizione dei monaci, nell&#8217; Archivio di Stato si conservano ancora lunghe liste di poveri che venivano a ricevere l&#8217;elemosina alla Certosa, anche per questo servivano i &#8216;luoghi di San Giorgio&#8217; (i buoni del tesoro di allora) che venivano spesso donati al Cenobio da generosi benefattori.<a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/stemma.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4311 \" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/stemma.gif\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"270\"><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">A titolo di cronaca ed ad onore dei monaci ricorderemo che durante lo Scisma d&#8217;Occidente, la Certosa rimase fedele al Papa legittimo, malgrado il parere contrario del 1404 del Governo genovese ( in mano al Re di Francia ) e dello stesso Arcivescovo Pileo De Marini , che ritenevano invece Papa legittimo l&#8217;Antipapa avignonese Benedetto XIII.<\/div>\n<div align=\"justify\">Ai monaci della Certosa non mancarono serie noie\u2026., il priore della Certosa, Padre Pietro degli Agazari (un conte piacentino), venne infatti espulso ed al suo posto inviato un priore spagnolo dell\u2019Obbedienza Avignonese, Padre Domenico Bonafede, con alcuni monaci pure spagnoli. Alla fine dello scisma il vecchio Priore ritorn\u00f2 alla Certosa (fu priore per 23 anni) ed il p. Bonafede (creato poi cardinale dall\u2019Antipapa) ritorn\u00f2 all\u2019Obbedienza Romana.<\/div>\n<div align=\"justify\">Lo scisma cess\u00f2 nel 1418 con l\u2019elezione del Papa Martino V; malgrado il fortissimo sentimento religioso del medioevo la confusione era molta&#8230;.., lo stesso S. Vincenzo Ferreri si dice avesse equivocato in merito.<\/div>\n<div align=\"justify\">Sul finire del medioevo notevole impulso la Certosa ricevette dai Dinegro, Doria, Spinola ed altri nobili famiglie. Ricordiamo l&#8217;inizio della costruzione della Chiesa, gi\u00e0 officiata fin dal 1473 almeno, risultando dalla lapide in gotico sopra la porta dell&#8217;Oratorio che lo stesso era stato ceduto (e ristrutturato) a Benedetto Dinegro.<\/div>\n<div align=\"justify\">Infatti vi venne poi sepolto con soprastante bellissima lapide a fogliami (ora nel corridoio sacrestia), diventando cos\u00ec cappella dei Dinegro per sepoltura, e in seguito chiesa per le donne, che potevano assistere alle funzioni da apposita grande grata posta dove trovasi ora la porta di comunicazione tra Chiesa e Oratorio. Da ricordarsi poi le belle cappelle di Lazzaro Doria (1472) e di Giorgio Spinola (1480), noti ed illustri uomini politici della Genova di allora, probabilmente poste sul lato demolito del chiostro pi\u00f9 antico e ricavate sopra celle di monaci. Esistevano ancora in pessimo stato alla met\u00e0 del secolo scorso.<\/div>\n<div align=\"justify\">Si narra fossero di grande pregio artistico, in specie quella del Doria, con affreschi di scuola lombarda e pala (si dice opera di Vincenzo Foppa), lapidi e bassorilievi, pavimenti policromi e portali in ardesia con bassorilievi (i portali delle due cappelle si trovano ora al Victoria ed Albert Museum di Londra).<\/div>\n<div align=\"justify\">Nella stessa epoca dovrebbe pure essere iniziata la costruzione del secondo chiostro, sovrapposto al primo pi\u00f9 antico in muratura (ora di propriet\u00e0 comunale e carente di in lato), con le sfilate delle colonnine in marmo bianco con i capitelli ionici e cornici in pietra di promontorio.<\/div>\n<div align=\"justify\">Tempi nuovi erano in arrivo:, il 12 ottobre del 1492 Colombo pone fine al Medioevo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il vecchio mondo s\u2019ingrandisce di molto, tra non molti anni passer\u00e0 nei pressi della Certosa l&#8217;Imperatore Carlo V, &#8220;sui cui domini non tramontava mai il sole&#8221;, il Cenobio della Certosa con quello del Boschetto sull&#8217;altra sponda del Polcevera, cari a S. Caterina di Genova, s&#8217;avviavano a diventare centri di spiritualit\u00e0 e cultura importanti della Genova del Rinascimento e della Riforma cattolica.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Rinascimento\"><\/a>IL RINASCIMENTO &#8211; IL XVI e XVII SECOLO<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Nell&#8217;arco di tempo, oltre un secolo, che va dalla fine del XV secolo agli inizi del XVII secolo, il Cenobio della Certosa visse il suo periodo di maggior splendore. Venne completata la Chiesa, che fu regolarmente visitata e consacrata norma del Concilio tridentino nel 1563, costruito il chiostro sovrastante a quello medievale ed il monumentale chiostro antistante la Chiesa (il pi\u00f9 grande della Liguria), con arcate a tutto sesto sostenute da 32 colonne bianco marmoree e con pavimento a mosaico di pietre bianco e nere (con ben 36 figure diverse), aumentate le celle, arredato il coro (allora completamente separato dalla chiesa con stalli del Delpino, purtroppo andati perduti), costruiti o rinnovati (come gi\u00e0 spiegato)cappelle, oratorio e locali vari di piet\u00e0 e servizio, ed infine il tutto decorato di affreschi, statue, quadri.<\/div>\n<div align=\"justify\">Chi arrivava da Sampierdarena o Rivarolo gi\u00e0 da lontano, nel verde del bosco e sulle coltivazioni del piano, vedeva sulla collina dominare la monumentale mole della Certosa, tutta dipinta di bianco con croci ad ogni angolo della chiesa, sovrastare le modeste case del borgo, che a quell&#8217;epoca peraltro contava gi\u00e0 qualche centinaio di anime.<\/div>\n<div align=\"justify\">In quel periodo il cenobio arriv\u00f2 a contare fino a diciotto monaci, pi\u00f9 i conversi, donati e famigli vari; era immediatamente soggetto all\u2019Arcivescovo e non alla Plebania di Rivarolo (nei documenti certosini \u00e8 infatti detta Certosa di Genova), e come Ordine dipendeva dalla Certosa di Pavia, ed aveva alle sue dipendenze la Certosa di Savona (con quattro monaci, ancora esistente e di propriet\u00e0 della locale Curia) e quella di Toirano (non pi\u00f9 esistente).<\/div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/lapide-foglie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4298 size-full\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/lapide-foglie.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/lapide-foglie.jpg 343w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/lapide-foglie-209x300.jpg 209w\" sizes=\"(max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/a>La Genova di quel tempo, trasformata in repubblica aristocratica dal grande Andrea Doria, da citt\u00e0 di mercanti era diventata citt\u00e0 di banchieri.<\/div>\n<div align=\"justify\">Sorgevano gli splendidi palazzi cos\u00ec ben descritti ed illustrati dal Rubens, Van Dick ed i fiamminghi &#8216;fotografavano&#8217; sulla tela una nobilt\u00e0 veramente magnifica in fatto di gusto artistico: nasceva una famosa scuola genovese di artisti scultori e pittori, che abbondanti tracce ha lasciato anche alla Certosa; il cenobio si trasform\u00f2 in un museo con i quadri e le sculture di Taddeo, Giovanni e Gio.Batta Carlone, Bernardo e Valerio Castello, Raffaele Badaracco, ecc., che si aggiunsero alle opere d&#8217;arte pi\u00f9 antiche.<\/div>\n<div align=\"justify\">Correvano purtroppo i tristi tempi della Riforma protestante, a cui si contrappose la Riforma cattolica voluta dal Concilio di Trento (1545\/1563), con la conseguente rifioritura degli antichi Ordini religiosi e il sorgere di molti nuovi, e anche la Certosa divenne certamente centro propulsivo della Riforma tridentina genovese.<\/div>\n<div align=\"justify\">Periodo storico di rinascimento, ma anche di contraddizioni e guerre religiose, con la minaccia ad oriente dell&#8217;ormai potentissimo Impero Ottomano e per contro con gli immensi spazi delle Americhe aperte alla colonizzazione europea e la scoperta dei paesi dell&#8217;Asia: il piccolo mondo antico del medioevo europeo era oramai un ricordo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il Doge Ambrogio Dinegro (dal 1585 al 1587), discendente del fondatore e persona potente in Genova, la moglie Mineta ed il figlio Orazio, nell&#8217;ottica verosimilmente di questo rinnovamento religioso e civile, elessero a loro sepoltura la Certosa, fondata e cara ai loro maggiori, costruendo la cripta sotto l&#8217;altar maggiore, e i monumenti funebri del presbiterio in bello stile barocco, e beneficando il Cenobio con un lascito di 18000 lire genoine.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il Doge, ed in particolare il figlio Orazio, avevano fama di persone pie certamente legate alla Riforma cattolica genovese.<\/div>\n<div align=\"justify\">I parrocchiani della fine del secolo XIX narravano che si poteva ammirare perfettamente rinsecchito Orazio Dinegro, comunemente chiamato &#8216;il Santo&#8217;.nel suo sarcofago aperto nella Cripta (venne poi richiuso dall&#8217;arciprete Oggero anche per i guasti che i fedeli vi apportavano). Certo nel Cenobio vi furono un gran numero di anime elette, monaci e laici, ma sono noti a Dio pi\u00f9 che agli uomini, l&#8217;ordine certosino del resto non \u00e8 uso proporre canonizzazioni, unico Santo \u00e8 il fondatore. Si ricorda una Serva di Dio Angela Maria Mantica , savonese , arrivata ad alto grado di perfezione e doni spirituali, sepolta nell\u2019Oratorio , ma purtroppo mancano pi\u00f9 precise notizie in merito.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Settecento\"><\/a>LA FINE DEL CENOBIO CERTOSINO <\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Alla fine del Settecento la storia del Cenobio certosino, dopo cinque secoli, volge al termine. Si pu\u00f2 per\u00f2 parlare di storia quando proprio con tali istituzioni i monaci, spesso di estrazione nobile e benestante, intendevano sfuggire proprio dal mondo, ossia dalla &#8216;Storia&#8217;, per rifugiarsi all&#8217;ombra della Croce di Cristo, fedeli al motto &#8220;Stat Crux dum volvitur orbis&#8221;: sta ferma la Croce mentre si avvicendano gli avvenimenti del mondo?<\/div>\n<div align=\"justify\">La storia della Certosa \u00e8 pertanto ricca in particolare di viva fede, di atti di piet\u00e0 da parte di benefattori, di atti di carit\u00e0 verso le povere popolazioni della vallata, pi\u00f9 che di avvenimenti storici. <a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/CertosaXVIIIschizzo.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4310 \" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/CertosaXVIIIschizzo.gif\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"206\"><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">Ma lungo l&#8217;antica strada verso il Nord della Polcevera non poteva rimanere estranea a quanto succedeva in specie nelle guerre, per ricordarne solo alcune pi\u00f9 note: i francesi con Luigi XII, assedianti Genova, accampati alla Badia del Boschetto nel 1507, i Savoini del Duca Carlo Emanuele (la cui sconfitta nel 1625 \u00e8 tuttora ricordata nel Santuario di N. S. della Vittoria sui Giovi), gli austriaci dell&#8217;Imperatrice Maria Teresa del 1746\/47 (guerra nota per la rivolta popolare del Ballila di Portoria), fatti d&#8217;armi che fecero notevole guasto nella vallata, meno nelle chiese e conventi generalmente rispettate dai soldati dell&#8217;epoca, e non mancavano molti altri avvenimenti tristi: carestie, epidemie, ecc. ecc..<\/div>\n<div align=\"justify\">Tempi nuovi incombevano: una armata di 36000 rivoluzionari francesi, comandata da un oscuro generale corso di nome Napoleone Buonaparte, entrava in Italia per annunciare la fine degli antichi regimi e l&#8217;inizio di una nuova era \u2026\u2026<\/div>\n<div align=\"justify\">Con la Convenzione di Montebello (6 giugno 1797 o 18 pratile anno V della Rivoluzione), l&#8217;aristocrazia doveva rinunciare ai propri privilegi e nasceva la Repubblica democratica ligure: vennero aboliti titoli nobiliari (scalpellati anche dalle lapidi) e sostituiti dall&#8217;unico titolo di &#8216;cittadino&#8217;, soppressi i pochi residui feudi sui monti e nelle riviere, costituiti i dipartimenti e comuni in luogo dei governatorati e podesterie, e purtroppo con legge del 4 ottobre 1797 soppressi ben 86 dei 122 conventi liguri, tra cui quello della Certosa, i cui beni vennero alienati &#8216;a benef\u00eccio della nazione&#8217;.<\/div>\n<div align=\"justify\">I monaci rimasero alla Certosa fino all&#8217;ottobre del 1798, poi passarono alla Badia del Boschetto, poi a Belvedere, poi alla Certosa di Savona, in seguito se ne persero le tracce.<\/div>\n<div align=\"justify\">L&#8217;ultimo priore fu padre Gallo, vi erano inoltre sette monaci e tre conversi; legato alla Certosa rimase uno di tali monaci Padre. Arcangelo Ponte (al secolo Nicola), passato al clero secolare, che frequent\u00f2 la Certosa fino alla sua morte nel 1833, e che vi fu sepolto al centro della Chiesa (se ne conserva la lapide nella Cripta), lasci\u00f2 i suoi beni alla Parrocchia raccomandando la celebrazione della festivit\u00e0 di San Bruno.<\/div>\n<div align=\"justify\">Partiti i monaci nel convento venne installato un ospedale militare francese, ma poi nell&#8217;assedio di Genova del 1800 vi si acquartierarono gli austriaci.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il secolo XIX iniziava infatti alla Certosa ed altrove in modo lieto.<\/div>\n<div align=\"justify\">Le armate napoleoniche dilagavano, era caduta la gloriosa Repubblica genovese sostituita, non senza fieri contrasti ed insurrezioni popolari, dalla Repubblica ligure democratica voluta dal Bonaparte.<\/div>\n<div align=\"justify\">Dopo ben 500 anni i monaci dovettero lasciare il Cenobio, che, ridotto oramai alla Chiesa, all\u2019Oratorio ed al Chiostro grande , per tutto il 1799 rimase chiuso. Gli abitanti della Certosa per\u00f2, fin dall\u2019inizio del 1800, facevano istanza alla Commissione di Governo ed al Vicario generale dell\u2019Arcidiocesi prima per la riapertura della chiesa, autorizzata in data 20 gennaio 1800, e poi, nel marzo dello stesso anno, per la sua costituzione in parrocchia; detta istanza era sostenuta anche dal Sindaco di Rivarolo Giacomo Alignani, un \u201cgiacobino\u201d molto moderato, che ritroviamo, infatti, ancora sindaco nel 1818, caduto ormai Napoleone da alcuni anni. Ma forti venti di guerra incombevano su Genova, che veniva cinta d\u2019assedio dall\u2019esercito austriaco e per mare dalla flotta inglese, nel convento abbandonato della Certosa veniva prima installato un ospedale militare francese, poi veniva occupato dagli austriaci .<\/div>\n<div align=\"justify\">Durante tale blocco Genova e la vicina valle Polcevera furono teatro di grandi movimenti guerreschi; credo interessante riferire, a titolo di cronaca, alcune notizie tolte da un diario anonimo dell\u2019assedio di Genova, che fanno luce su tali fatti (Atti Soc. Ligure di Storia Patria, Volume XXIII):<\/div>\n<div><b><i>&nbsp;&nbsp; \u201c15 Aprile 1800 &#8211; Tutta Ia Polcevera \u00e8 invasa da\u2019 Tedeschi e sono acquartierati alla Certosa in Rivarolo. In cima dello stradone vi \u00e8 sentinella tedesca. In fondo dello stesso in Sampierdarena sentinella francese. In Rivarolo <\/i>(<\/b>N.d.R. :Palazzo Fieschi, antico municipio)<b><i> vi fu eretta una reggenza aulica in tre soggetti; e il Comandante col\u00e0 de\u2019 Tedeschi \u00e8 un certo Assereto nostro Genovese. <\/i><\/b><\/div>\n<div><b><i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 24 Aprile &#8211; Le muraglie della Citt\u00e0 e tutti i forti sono coperti da\u2019 Francesi, e non passa giorno che qualcuno di questi non faccia cannonate e non seguano qua e l\u00e0 scaramucce.<\/i><\/b><\/div>\n<div><b><i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 30 Aprile &#8211; Chiudesi il mese di Aprile e si \u00e8 aperto un generale attacco da Ponente per tutto il giro delle muraglie fino a Levante in Bisagno. La Citt\u00e0 \u00e8 in mezzo al fuoco\u2026\u2026\u2026. &#8220;<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Il blocco dur\u00f2 da aprile a giugno e fu durissimo per gli assediati a causa della fame e delle malattie, ma pensiamo anche per Certosa, percorsa da soldatesche di varie nazioni. La citt\u00e0 cadde, la resa fu firmata nella cappelletta (tuttora esistente, anche se pi\u00f9 volte rifatta) sul ponte di Cornigliano il 4 giugno del 1800 dal generale nizzardo Massena, con la vittoria di Napoleone a Marengo (14 giugno 1800) tutta la Liguria ritorn\u00f2 di nuovo per\u00f2 in mano dell\u2019esercito francese. Ovviamente la costituzione della Parrocchia segn\u00f2 un battuta di arresto, ma i nostri antichi certosini non disarmarono\u2026 e ritornavano all\u2019attacco con una petizione in data 12 Agosto 1801, firmata, a nome degli abitanti di Certosa, Pietra e Gaglieno ( quartiere allora presso la Pietra ) dai \u201cdeputati\u201d (rappresentanti): Stefano Prato, Gio.Filippo Brignardello, Gaetano Rollero,Giacomo Alignani, Antonio Cervetto, Lorenzo Tassistro.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Fondazione\"><\/a>LA FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Con decreto del 18 agosto 1801, il Ministro dello Interno di Genova, sentito il Ministro di Polizia Generale, diede il nulla osta per la Parrocchia; seguiva il decreto di canonica costituzione dell\u2018Arcivescovo Giovanni Lercari in data 8 settembre del 1801, ed in data 9 settembre 1801 , su richiesta dei parrocchiani, il decreto che la dichiarava direttamente soggetta all\u2019Arcivescovo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Narra il Sindaco Alignani di Rivarolo, in un suo scritto, che l\u2019Arcivescovo Lercari piangeva di consolazione nel firmare il predetto decreto vedendo la grande utilit\u00e0 della nuova Parrocchia. I confini vennero fissati, non senza contrasti con le parrocchie limitrofe di N.S. della Cella e Promontorio e di S.Maria Assunta, da oltre met\u00e0 dello &#8220;stradone dei Cambiaso&#8221; ( ora via Fillak ), fino al torrente Torbella; poi vennero arretrati al fossato del Maltempo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Gli stessi abitanti dei tre quartieri, col pi\u00f9 grande entusiasmo, provvedevano la nuova parrocchia di mobili e di apparati sacri (forse appartenenti all\u2019antico convento e conservati nascostamente dai buoni borghigiani), veniva pure costruita la casa canonica sul chiostro davanti alla Chiesa e tutto l \u2018edificio (guasto dalle traversie belliche) restaurato.<\/div>\n<div align=\"justify\">Dal chiuso e saccheggiato Convento carmelitano di S. Croce (che si trovava appunto dove ora vi \u00e8 l\u2019ex forte Crocetta) venivano in seguito portate solennemente alla Certosa le statue secentesche della Madonna delle Grazie ed il Crocifisso ( che ornano gli altari laterali della chiesa, parti dei quali probabilmente sono pure di detto convento).<\/div>\n<div align=\"justify\">Primo Parroco, col titolo di Prevosto, venne nominato <b>Don Angelo Granello<\/b>, che resse la Parrocchia fino al 1818.<\/div>\n<div align=\"justify\">Dal decreto di nomina dell\u2019Arcivescovo Giovanni Lercari si legge anche il compenso annuo, a cura della Fabbriceria, era di lire trecento, come \u00e8 confermato anche da una lettera dello stesso Granello dove si lamenta che la Parrocchia non aveva altri redditi.<\/div>\n<div align=\"justify\">Intanto in Francia la Repubblica cadeva (1805) e Napoleone si incoronava Imperatore, presente il Papa Pio VII , nella riaperta e riconsacrata cattedrale di Notre Dame di Parigi: il giovane Imperatore dominava l\u2019Europa.<\/div>\n<div align=\"justify\">Nello stesso anno a Genova la traballante Repubblica Ligure cessava, annessa al nuovo Impero francese. L\u2018amministrazione francese pur efficiente, ma piu\u2019autoritaria e straniera, le leve militari, la presenza della ghigliottina al molo e poi a porta Soprana e non ultimo lo scarso rispetto per la religione, fecero s\u00ec che il nuovo regime non incontrasse le simpatie del popolo. Nel 1814, alla definitiva caduta di Napoleone, gli inglesi di Lord Bentinck, che aveva promesso la restaurazione dell\u2019antica Repubblica, venivano infatti accolti come liberatori.<\/div>\n<div align=\"justify\">La Liguria non divenne pi\u00f9 tuttavia Repubblica indipendente, essendo stata assegnata ai Savoia dal Congresso di Vienna, malgrado le pressanti richieste dell\u2019ambasciatore genovese Pareto.<\/div>\n<div align=\"justify\">Per la Chiesa cattolica iniziano per\u00f2 tempi pi\u00f9 favorevoli del periodo della Restaurazione. A Don Granello, dopo un periodo di economato spirituale di don Battista Carodini, succedettero alla guida della Parrocchia i Prevosti <b>Don Angelo Scaramuccia<\/b> (1819-25), <b>Don Nicol\u00f2 Moretti<\/b> (1825-26), <b>Don Giuseppe Cassina<\/b> (1827-37); di tali parroci si hanno solo pochissimi documenti. Bench\u00e9 con meno di un migliaio di abitanti in Parrocchia sembra vi fossero anche curati o cappellani. La Certosa fino alla met\u00e0 del secolo scorso rimase un modesto borgo agricolo; non vi sono tradizioni orali di quella epoca antica, modeste sono quelle scritte (atti latini di nascita e morte, e poche lettere).<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Moderna\"><\/a>NASCE LA CERTOSA MODERNA<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Con il lungo ministero pastorale del Parroco <b>Don Giuseppe Oggero<\/b> (1837- 1889) nasce la Parrocchia moderna, mentre contemporaneamente l\u2019antico borgo agricolo della Certosa, creato dai monaci, s\u2019ingrandisce man mano diventando sobborgo industriale della grande citt\u00e0 vicina.<\/div>\n<div align=\"justify\">Era l\u2019ora del Risorgimento per l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, epoca piena di entusiasmi, ma anche di contrasti, il maggiore dei quali per i cattolici fu la questione romana, nata con la presa di Roma al Papa del 1870. Certosa, nel 1858, vide sfilare per vari giorni l \u2018Armata francese e Napoleone III, sbarcati a Genova, alleati degli italiani nella seconda guerra di indipendenza; anzi fu posto di tappa; gli ufficiali vennero alloggiati dal parroco Oggero nella Canonica e locali adiacenti ed i soldati nei chiostri.<\/div>\n<div align=\"justify\">Per la sua lunga permanenza e per la sua attivit\u00e0 il Prevosto Oggero pu\u00f2 un po\u2019 considerarsi il secondo fondatore della Certosa (il parroco non aveva allora il titolo di arciprete, ma di prevosto anche se a don Oggero venne per\u00f2 concessa la dignit\u00e0 del cappino violaceo). Fu uomo energico e di azione, aveva come fedele curato e prezioso collaboratore il fratello don Ludovico (pr\u00e9 Niculin ) , uomo mite e serafico, animato da una fervente carit\u00e0 , considerato un santo dalla popolazione di allora. I fratelli Oggero ( un terzo era parroco di Ceranesi ) erano genovesi di nascita, di nobile origine e non privi di qualche mezzo di fortuna, che impiegarono per il bene della Certosa.<\/div>\n<div align=\"justify\">Don Giuseppe Oggero esegu\u00ec il restauro interno ed esterno della Chiesa, ampli\u00f2 gli edifici parrocchiali, chiamando a dirigere i lavori l&#8217;ing. .Maurizio Dufour ( noto per aver edificato la Basilica dell\u2019Immacolata, San Teodoro in Genova e varie altre chiese parrocchiali, egli fu pure uno degli esponenti pi\u00f9 noti del movimento cattolico della seconda met\u00e0 del XIX secolo).<\/div>\n<div align=\"justify\">I lavori ebbero fine nel 1892 con la costruzione dell\u2019abside col coro, perfettamente inserita nell\u2019architettura medievale della chiesa. Restaur\u00f2 la cappella del capitolo trasformandola in sacrestia, costru\u00ec la casa adiacente alla stessa al posto di cappelle e celle ormai cadenti ed eresse la nuova casa canonica adiacente all\u2019oratorio di San Bartolomeo, il cui ingresso venne perci\u00f2 spostato dove si trova attualmente.<a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/oratorio_loreto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4299 size-full\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/oratorio_loreto.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/oratorio_loreto.jpg 307w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/oratorio_loreto-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">La sua opera fu ancor maggiore in campo pastorale: si pu\u00f2 affermare che egli gett\u00f2 le basi dell\u2019organizzazione parrocchiale moderna, di cui ancora oggi si raccolgono i frutti. Fond\u00f2 la Congregazione del Terzo Ordine francescano, la Congregazione delle Figlie di Maria, cur\u00f2 in modo particolare l\u2019istruzione religiosa dei ragazzi, istitu\u00ec un primo asilo parrocchiale e fu tra i patrocinatori, nel 1881, della fondazione della Societ\u00e0 Operaia Cattolica di Mutuo soccorso Santa Maria e San Bartolomeo ( allora in comune con la parrocchia di Rivarolo).<\/div>\n<div align=\"justify\">Il borgo alla fine dell\u2019Ottocento contava gi\u00e0 3000 anime, ma una nuova rivoluzione era alle porte anche alla Certosa: quella industriale, che muter\u00e0 il volto del mondo e sar\u00e0 origine anche alla questione sociale. Ed in tale ottica viene fondata appunto la Societ\u00e0 Operaia Cattolica di Mutuo Soccorso, che raccolse ben presto centinaia di soci ed affianco l\u2019opera di mutuo soccorso dell\u2018antica Confraternita di San Giuseppe, che dal 1825 aveva sede nell\u2019Oratorio dopo la demolizione della Cappella di N.S. della Tosse al Borghetto. Per tale ragione S. Giuseppe era rappresentato fino a non molti anni sopra la porta dell\u2019Oratorio detto allora di S. Giuseppe , di tale Congregazione ( ora cessata ) se ne conservano ancora il &#8220;Cristo&#8221; ..<\/div>\n<div align=\"justify\">All\u2019ombra degli Oggero fiorirono vocazioni sacerdotali, come quella di Don Vincenzo Minetti, tra i fondatore di associazioni parrocchiali (Societ\u00e0 Operaia Cattolica, Conferenza di San Vincenzo de Paoli) e, da Sacerdote , notissimo educatore della giovent\u00f9 (una via gli \u00e8 stata dedicata nel quartiere di Dinegro).<\/div>\n<div align=\"justify\">Da ricordare infine una bella tradizione ormai consolidata, che inzi\u00f2 proprio ai tempi del Prevosto Oggero nel 1887: il pellegrinaggio annuale parrocchiale al Santuario della Guardia, motivato allora dal terremoto che colpi gravemente in quell\u2019anno il ponente ligure, ma che alla Certosa caus\u00f2 molta paura, ma fortunatamente pochi i danni. Il pellegrinaggio allora partiva dalla Certosa , a piedi s\u2019intende, ed in processione saliva fino al Santuario, al passare del corteo era consuetudine che suonassero le campane delle parrocchie attraversate.<\/div>\n<div align=\"justify\">I fratelli Oggero riposano nella Cripta della Certosa.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"FineOttocento\"><\/a>LA FINE DELL\u2019OTTOCENTO<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Chiuse la serie dei parroci del XIX secolo <b>Don Nicol\u00f2 Sciaccaluga <\/b>(1889\/1903), il primo col titolo di Arciprete, nominato poi monsignore e Vicario generale dell\u2019Arcidiocesi (1906), che segu\u00ec le orme del predecessore.<\/div>\n<div align=\"justify\">L\u2019antica Certosa, borgo agricolo colonizzato dai monaci, era gi\u00e0 un ricordo del passato; fin dalla met\u00e0 dell\u2019Ottocento nasceva infatti l\u2019industria, si costruivano le ferrovie, le strade si aggiugevano alle strade e le case alle case, la popolazione cresceva (anche per l\u2019immigrazione) fino a 4000 abitanti. Il livello di vita era peraltro molto pi\u00f9 basso dell\u2019attuale, alto l\u2019analfabetismo, diffuse le malattie epidemiche, alta la mortalit\u00e0 infantile, sconosciute le moderne comodit\u00e0.<\/div>\n<div align=\"justify\">Solo agli inizi del secolo XX si inizi\u00f2 ad introdurre l\u2019energia elettrica al posto dell\u2019illuminazione a petrolio o a gas, ed i tram elettrici in luogo degli &#8220;omnibus&#8221; a cavalli (i cosiddetti &#8220;tranvaietti&#8221;).<\/div>\n<div align=\"justify\">Durante il ministero pastorale di Don Sciaccaluga venne fondata nel 1890 la Conferenza di San Vincenzo de Paoli per i poveri della Parrocchia , crebbe e prosper\u00f2 la Societ\u00e0 Operaia Cattolica (che costru\u00ec nel 1892 l\u2019edificio sociale) , la Chiesa venne dotata di magnifici paramenti e, nel 1901, venne celebrato con grande solennit\u00e0 il centenario della parrocchia con luminarie, addobbi grandiosi, funzioni religiose ed un\u2019imponente processione.<\/div>\n<div align=\"justify\">Per tale occasione vennero anche composti inni religiosi per il Santo Apostolo e per San Bruno, che vennero cantati ancora nei decenni seguenti; i pi\u00f9 anziani li ricordano:<\/div>\n<div align=\"justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; <i>&nbsp;&#8220;O certosini un cantico<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; levian festosi al trono<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; di San Bartolomeo,<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; nostro Patrono<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; e tu gran Santo accoglici\u2026&#8221;, <\/i><\/div>\n<div align=\"justify\">iniziava quello in onore di San Bartolomeo, e<\/div>\n<div align=\"justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; <i>\u201cSalve, salve o mistico fiore<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; sulle vette pi\u00f9 eccelse sbocciato<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; tu con vero intelletto d\u2019amore<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; ci sacrasti all\u2019eterno signor&#8221;<\/i><\/div>\n<div align=\"justify\">iniziava quello di San Bruno.<\/div>\n<div align=\"justify\">Di quell\u2019epoca (1895) \u00e8 del tutto doveroso ricordare la fondazione della &#8220;Piccola Congregazione Operai di San Giuseppe&#8221; ad opera del curato Don Vincenzo Minetti, per la formazione religiosa dei giovani e con patronato per gli orfani, che costru\u00ec la sua prima casa (quella con la statua di San Giuseppe sulla sommit\u00e0) ed altra vicina, poi alienate quando la Congregazione si trasfer\u00ec a Dinegro San Teodoro (cess\u00f2 nel 1939).<\/div>\n<div align=\"justify\">Mons. Sciaccaluga, uomo colto e di governo, sapeva per\u00f2 scendere al livello del popolo incolto: si narra che nella Santa Messa parrocchiale domenicale, che allora si celebrava alle ore 7 e alla quale in quei tempi di grande pratica religiosa affluivano moltissimi parrocchiani, non disdegnasse di spiegare il Vangelo in dialetto genovese e di applicarlo ai fatti avvenuti durante la settimana . Di nascita polceverasca, Mons. Sciaccaluga riposa nel cimitero di Rivarolo.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Inizio900\"><\/a>L\u2019INIZIO DEL NOVECENTO<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Nei primi due decenni del secolo scorso incontriamo un\u2019altra veneranda figura di Pastore, <b>Don Eugenio Parodi<\/b> ,<i>&#8220;uno dei migliori del clero del suo tempo&#8221;<\/i>, come ebbe a definirlo il Card.Siri, aggiungendo che in quel periodo <i>&#8220;si veniva alla Certosa per imparare&#8221;<\/i>, tanta era la fioritura delle opere parrocchiali spirituali e sociali.<a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/parodi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4302 size-full\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/parodi.jpg\" alt=\"\" width=\"124\" height=\"171\"><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">La Certosa si avviava a diventare definitivamente un sobborgo industriale di Genova (raggiunse nel 1920 i 10.000 abitanti), con tutti i problemi sociali e religiosi a tale trasformazione inerenti; molte furono le incomprensioni e difficolt\u00e0 che il nuovo arciprete dovette affrontare sia per i problemi nati con la questione sociale, sia per quelli dovuti alla prima guerra mondiale.<\/div>\n<div align=\"justify\">Proprio per le orfane di guerra fond\u00f2 nel 1919 l\u2019Istituto Divina Provvidenza, affidandolo alle Suore Dorotee di Vicenza, che ora gestiscono l\u2019asilo infantile e la scuola elementare parrocchiale. Prima Superiora fu Suor Casta, poi Suor Giachelina, infine per lunghi anni Suor Gemma, che i parrocchiani meno giovani ancora ricordano e che \u00e8 sepolta nel corridoio sul fianco sinistro del presbiterio. Le suore furono da allora sempre prezioso aiuto per la vita parrocchiale, per l\u2019insegnamento del catechismo, per il ricreatorio femminile e per molte altre attivit\u00e0.<\/div>\n<div align=\"justify\">Per l\u2019educazione dei ragazzi e dei giovani venne istituito nel 1919 il Circolo giovanile cattolico, primo nucleo dell&#8217;Azione Cattolica, che tuttora \u00e8 attiva nelle sue articolazioni moderne.<\/div>\n<div align=\"justify\">Inizia in quei tempi il ricreatorio per i ragazzi, attivit\u00e0 specifica dei giovani curati e della Giovent\u00f9 di Azione cattolica, una caratteristica istituzione certosina; l\u2019antico chiostro cinquecentesco (\u201cil piazzale\u201d, come tuttora lo chiamano) fu per lunghi anni, ed ancora in parte lo \u00e8, il ritrovo affollato dei ragazzi per giochi vari e soprattutto per animatissime partite di calcio.<\/div>\n<div align=\"justify\">L\u2019attivit\u00e0 sociale prosper\u00f2 con la Conferenza di San Vincenzo e con la Societ\u00e0 Operaia Cattolica di Mutuo Soccorso, che raggiunse i cinquecento soci ed istitu\u00ec la sezione femminile; dello stesso periodo furono l\u2019istituzione della Banda musicale e della Filodrammatica, che operarono per molti decenni con successo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Notevoli furono le opere dell\u2019Arciprete Parodi: provvide la chiesa di un grandioso organo, restaur\u00f2 il campanile e lo dot\u00f2 di un concerto di cinque grandi campane, fece eseguire le artistiche bancali del coro in noce, arricch\u00ec la Chiesa di artistiche vetrate, dot\u00f2 l\u2019altare maggiore del prezioso tabernacolo, rifece il pavimento in marmo e raccolse i resti mortali dei sepolti nella Chiesa e nei fondi (catacombe) in apposito ossario nella cripta.<\/div>\n<div align=\"justify\">Mor\u00ec Prevosto in San Giacomo di Carignano nel 1903; di nascita polceverasca, riposa dal 1989 nella cripta della Certosa.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Attivita\"><\/a>UN\u2019ATTIVITA\u2019 INTENSA &#8211; Mons. Galbiati<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Nel 1920 fu nominato Arciprete <b>Don Giuseppe Galbiati<\/b>, ex cappellano degli \u201c Arditi\u201d in guerra e decorato al valore, che resse la Parrocchia fino alle soglie della seconda guerra mondiale (1940).<\/div>\n<div align=\"justify\">Di origine lombarda, aveva conservato dei lombardi il carattere deciso, ma cordiale e l\u2019attivismo, pur essendosi perfettamente naturalizzato genovese. <a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mons_galbiati.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4303 size-full\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mons_galbiati.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"298\"><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">Infaticabile, sempre pronto a promuovere nuove iniziative e a sostenere e valorizzare le associazioni parrocchiali, che non mancarono di sentirne i benefici, in tempi non sempre facili seppe guidare la Parrocchia con fermezza e dignit\u00e0. Promosse particolarmente l\u2019istruzione religiosa dei ragazzi (si pensi che si arriv\u00f2 ad oltre venti classi di catechismo domenicale) . Frequentatissimo dai ragazzi dell\u2019epoca il Ricreatorio A. Manzoni ed il doposcuola Giuseppe Oggero.<\/div>\n<div align=\"justify\">Numerose le visite degli Arcivescovi Mons Pulciano ed il Card. Minoretti e meritata la nomina a Monsignore che egli ebbe nel 1936. Don Galbiati fu anche lo storico della Certosa: egli raccolse infatti in un volume, oggi introvabile, tutta la documentazione esistente a partire dalla fondazione del monastero certosino fino alla Parrocchia dell\u2019Ottocento (buona parte delle notizie della presente rievocazione storica sono tratte da tale fonte).<\/div>\n<div align=\"justify\">I venti anni d\u2019intensa attivit\u00e0 pastorale bastarono per\u00f2 a minare la sua forte costituzione ed ad obbligarlo, con la morte nel cuore, a rinunciare alla parrocchia per passare canonico nella Cattedrale di S. Lorenzo. Mor\u00ec a Gavi , dove era stato in antico curato, nel 1950 ed ivi \u00e8 tuttora sepolto.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Guerra\"><\/a>GLI ANNI DIFFICILI DELLA GUERRA<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Il 4 maggio del 1940 fece il suo ingresso il nuovo Arciprete, con una tale imponente e spontanea accoglienza dei parrocchiani, che don Giuseppe Siri, presente alla manifestazione, ebbe ad esclamare &#8220;<i>fa pensare all\u2019arrivo di un Vescovo!<\/i>&#8220;. Il futuro Arcivescovo era stato profeta: <b>Don Secondo Chiocca<\/b> diverr\u00e0 nel 1947 Vescovo di Foligno e poi Vescovo Ausiliare di Genova.<\/div>\n<div align=\"justify\">Ma il 10 giugno del 1940 l\u2019Italia entrava in guerra.<\/div>\n<div align=\"justify\">Don Chiocca inizi\u00f2 subito la sua attivit\u00e0 pastorale: ricordiamo le grandiose feste per l\u2019incoronazione delle statue di N.S. della Guardia e delle Grazie, la solenne consacrazione dell\u2019altare maggiore, i restauri degli ornati della Chiesa, la fondazione degli Uomini di Azione Cattolica. Un inizio davvero promettente.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/bombardamento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4304  alignright\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/bombardamento.jpg\" alt=\"\" width=\"409\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/bombardamento.jpg 936w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/bombardamento-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/bombardamento-768x564.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 409px) 100vw, 409px\" \/><\/a>Ma la domenica 9 febbraio 1941 i 1500 proiettili della flotta inglese, che dal largo di Portofino piovvero su Genova (ed anche sulla Certosa, dove venne distrutta una casa presso Piazza Facchini) ricordarono che si era in guerra ! Certosa divenne campo di battaglia. Seguirono numerosi bombardamenti aerei, in particolare quello del 4 giugno del 1944, che distrusse ben 40 case della Certosa (nel periodo bellico a Genova si ebbero ben 570 allarmi aerei!). I pi\u00f9 anziani ricordano ancora quegli anni con le notti buie per l\u2019oscuramento, il cupo rumore della contraerea e quello lacerante dello scoppio delle bombe, i rifugi anti-aerei ricavati nei fondi delle case e nelle gallerie del tram e dell\u2019autostrada. Anche la Chiesa aveva allestito un rifugio antiaereo vicino alla cripta; durante un&#8217;incursione aerea quattro bombe caddero a circa 100 metri dalla chiesa provocando la rovina delle vetrate e violente deflagrazioni, tanto che l\u2019Arciprete impart\u00ec alle persone che erano nel rifugio l\u2019assoluzione \u201cin articulo mortis\u201d.<\/div>\n<div align=\"justify\">Incurante del pericolo il giovane Arciprete si vide accorrere senza indugi per ogni evenienza ed opera d\u2019assistenza. In mezzo all\u2019odio ed alle discordie della guerra seppe essere l\u2019evangelico uomo di pace e moderazione, e lenire molti dolori spirituali e materiali.<\/div>\n<div align=\"justify\">La guerra fin\u00ec e, nell\u2019aprile del 1945, il chiostro divenne campo di concentramento per pi\u00f9 giorni di ben 600 prigionieri tedeschi, ai quali l\u2019Arciprete (tramite le suore) forn\u00ec il rancio.<\/div>\n<div align=\"justify\">In breve tempo ripresero le attivit\u00e0 delle associazioni parrocchiali e la chiesa, rimasta miracolosamente in piedi anche se danneggiata, venne restaurata.<\/div>\n<div align=\"justify\">Nel 1947, Don Chiocca, nominato Vescovo di Foligno, fu solennemente consacrato alla Certosa. Mons. Chiocca ritorn\u00f2 poi a Genova come Vescovo Ausiliare ed ora riposa nella cripta della Certosa.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Seconda900\"><\/a>SECONDA META\u2019 DEL NOVECENTO RIPRESA E RINNOVAMENTO <\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">Dopo un breve periodo di amministrazione di Don Emilio Traverso, di nascita certosina, in una Certosa ancora sconvolta moralmente e materialmente dalla guerra fece solenne ingresso il nuovo Arciprete <b>Don Camillo Tubino<\/b>.<\/div>\n<div align=\"justify\">Molte case ancora danneggiate, il basso tenore di vita, i numerosi disoccupati e tante altre miserie conferivano al sobborgo un aspetto alquanto squallido; la minestra per i poveri, somministrata quotidianamente alla porta del chiostro dalle suore, rievocava ricordi di tempi medievali.<\/div>\n<div align=\"justify\">Quando don Tubino lasci\u00f2 la Certosa si era invece in piena civilt\u00e0 del benessere: auto, motocicli, elettrodomestici, televisione, case con ascensore e riscaldamento, negozi lussuosi e pieni d\u2019ogni ben di Dio, vacanze estive,\u2026; la miseria del passato sembrava in apparenza scomparsa! <a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/tubino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4305 size-full alignright\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/tubino.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/tubino.jpg 227w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/tubino-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">Il nuovo Arciprete non si sgoment\u00f2 ed inizi\u00f2 subito con modestia e solerzia la sua attivit\u00e0 pastorale, non facendo mai mancare il suo incitamento e consiglio: seppe indovinare con prudenza i tempi, favorire la ripresa, infondere speranza. E non mancarono i frutti: le associazioni cattoliche parrocchiali rifiorirono adeguandosi al mutare dei tempi.<\/div>\n<div align=\"justify\">Tale rifioritura \u00e8 testimoniata tra l&#8217;altro dalle varie celebrazioni anniversarie, sempre vive e riuscite ed ancora nel ricordo di molti: nel 1939 il 30\u00b0 di fondazione del Circolo giovanile ed il 30\u00b0 di fondazione dell\u2019Istituto Divina Provvidenza; nel 1951 il 150\u00b0 anniversario di fondazione della Parrocchia con grandi solennit\u00e0 e processione con la statua dell\u2019Apostolo ed il vecchio &#8220;Cristo&#8221; della cessata Congregazione di San Giuseppe; nel 1969 il 50\u00b0 di fondazione del Circolo giovanile (poi Giovent\u00f9 di Azione Cattolica), presente il Cardinale Arcivescovo; nel 1971 il 90\u00b0 e nel 1981 il 100\u00b0 di fondazione della Societ\u00e0 Operaia Cattolica di Mutuo Soccorso, con grandi festeggiamenti e l&#8217;allestimento di una mostra. In quegli anni l\u2019Istituto Divina Provvidenza s\u2019ingrand\u00ec, costruendo la cappella, ed i nuovi locali della Scuola elementare, e ristrutturando l\u2019Asilo infantile nel chiostro. Opere di restauro varie interessarono anche gli edifici parrocchiali.<\/div>\n<div align=\"justify\">Intensa fu anche l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 propriamente religiosa: la pratica religiosa ancora viva, le intense giornate di fede mariana della &#8220;Peregrinatio Mariae&#8221; del 1948, la missione dei volontari della &#8220;Pro Civitate Christiana&#8221; di Assisi dello stesso anno, i primi premi conseguiti dai giovani e ragazzi nelle gare catechistiche, le sagre religiose di San Bartolomeo in Agosto, che proseguirono fino agli anni sessanta, con la fiera, le luminarie e grande affluenza di persone.<\/div>\n<div align=\"right\"><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><b><a name=\"Anni2000\"><\/a>LA CERTOSA VERSO IL DUEMILA E OLTRE<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">La nostra cronaca \u00e8 giunta ai giorni nostri: tutti ricordano <b>Mons. Giuseppe Risso<\/b>, che ci ha portato fino alle soglie del terzo millennio e che ci ha lasciato proprio all\u2019inizio del 200\u00b0 anniversario della Parrocchia, per tornare al Padre a ricevere il premio per l\u2019attivit\u00e0 pastorale del suo lungo ministero. <a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mcatena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4306 size-full alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mcatena.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mcatena.jpg 185w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mcatena-141x300.jpg 141w\" sizes=\"(max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">Egli seppe interpretare i tempi nuovi e rinnovare l\u2019attivit\u00e0 delle associazioni parrocchiali. Predilesse fino all\u2019ultimo un servizio che sempre lo ha contraddistinto: la visita agli ammalati ed alle persone anziane Con molto zelo ed entusiasmo inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 fin dai suoi primi anni di ministero alla Certosa: ricordiamo la grande Missione dei Padri Cappuccini nel 1981; la rinnovata tradizione della festa di N.S. delle Grazie nel 1982, proseguita poi negli anni seguenti; il Congresso Eucaristico parrocchiale nel 1984; il restauro del medievale oratorio di San Bartolomeo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Seppe armonizzare la sua nuova cura pastorale alla Certosa con altri impegni pastorali, in particolare in una realt\u00e0 assai ampia ed articolata come le Ferrovie dello Stato di cui era da anni e rimase cappellano a livello compartimentale.<\/div>\n<div align=\"justify\">Sensibile al problema dell\u2019immigrazione, introdusse alla Certosa la festa di N..S. della Catena, venerata in Sicilia, dotando l\u2019oratorio di una bella statua lignea incoronata nel 1987 dal Cardinale Arcivescovo; la nuova festa si celebra annualmente ed \u00e8 particolarmente seguita dalle persone di Riesi (CL), che a Rivarolo sono circa 3000.<\/div>\n<div align=\"justify\">Non mancarono le opere materiali concretatosi in importanti interventi di ricupero e manutenzione: oltre al gi\u00e0 citato oratorio, gli interventi riguardarono il campanile, i tetti della chiesa, gli edifici parrocchiali; fu restaurato l&#8217;organo e ricostruito il tamburo di ingresso. Ricordiamo ancora le celebrazioni del 190\u00b0 della Parrocchia nel 1991 e del 700\u00b0 anniversario della fondazione del monastero certosino (la Certosa) nel 1997. In questa occasione le manifestazioni religiose culminarono con la processione con le statue dei Santi titolari seguita da una grande folla, mai vista da anni; la cerimonia finale si tenne nel chiostro e fu presieduta dall&#8217;Arcivescovo. <a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/700mo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4307 size-full\" src=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/700mo.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/700mo.jpg 338w, https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/700mo-300x246.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><\/div>\n<div align=\"justify\">A coronamento di tante opere, \u201cdon Pino\u201d, come amava farsi chiamare, ebbe la nomina a Monsignore.<\/div>\n<div align=\"justify\">E\u2019 doveroso infine ricordare i curati, che spesso, molto validamente, hanno collaborato con i Parroci; i dirigenti delle varie associazioni parrocchiali succedutisi nel tempo; i numerosi sacerdoti che hanno visto nascere alla Certosa la loro vocazione e che riconoscenti ricordarono e ricordano la nostra parrocchia; le Suore dell\u2019Istituto Divina Provvidenza, che, dal 1919, costituiscono un pilastro dell\u2019organizzazione parrocchiale; e tutti i parrocchiani che in oltre duecento anni sono passati dalla chiesa terrena a quella celeste. La realt\u00e0 oggi \u00e8 andata profondamente mutando, sono sorti nuovi e complessi problemi, la parrocchia \u00e8 chiamata ad un&#8217;opera di nuova evangelizzazione attraverso un rinnovato impegno e un forte annuncio del messaggio evangelico.<\/div>\n<div align=\"justify\">E&#8217; il compito cui si era accinto con&nbsp; entusiasmo il Parroco, <b><a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/drenzo\/drenzo.htm\" target=\"contents\" rel=\"noopener\">Don Lorenzo Ghiglione<\/a><\/b>, giunto proprio in occasione del 200mo anniversario della Parrocchia nel 2001 e, che nel solco tracciato dai suoi predecessori, ma attento ai segni dei tempi, ha guidato la Parrocchia con mano ferma e sicura oltre la soglia che la introduce nel terzo secolo di vita .<\/div>\n<div align=\"justify\">E&#8217; purtroppo scomparso prematuramente e tragicamente a causa di un grave incidente durante un&#8217;escursione sulle alture di Arenzano il 10 Ottobre 2007. Imponente la partecipazione alle esequie officiate il 13 ottobre 2007 dall&#8217;Arcivescovo Mons.Angelo Bagnasco, dall&#8217;Ausiliare Mons. Luigi Palletti e da un gran numero di sacerdoti. Nel suo ministero sacerdotale infatti aveva ricoperto diversi incarichi: Vicario nella parrocchia di S.Ambrogio a Voltri, Assistente diocesano del Settore Giovani di Azione Cattolica, Parroco di San Rocco di Principe, Rettore del Seminario Minore, Incaricato diocesano per la Pastorale della Famiglia, Incaricato per le vocazioni, e pertanto era molto conosciuto ed apprezzato. Ben disse di Lui nella commemorazione don Silvio Grilli :<br \/>\n<i>&#8220;Se il suo impegno di pastore intelligente , poliedrico ed infaticabile lo aveva portato a spendersi nelle citate esperienze nella Chiesa diocesana, che ha amato piu&#8217; di se stesso con spirito di fedelta&#8217;&nbsp; e di servizio, nella Parrocchia di San Bartolomeo ha profuso tutte le sue forze e soprattutto la sua grande esperienza da educatore e di pastore&#8221;<\/i>.<\/div>\n<div align=\"right\">Giorgio Prefumo<\/div>\n<div align=\"justify\"><b>Fonti: <\/b>Mons.Giuseppe Galbiati: la Valpolcevera e la Certosa di Rivarolo. ( dalla fondazione del Cenobio del sec.XIII fino al sec.XIX) Giornali e pubblicazioni (sec. XX) Numeri unici parrocchiali ( dal 1930 in poi ) , Tradizione orale (dalla fine del sec. XIX).&nbsp; &#8211; Pubblicata sui Numeri unici del 700\u00b0 Certosa e 200\u00b0 Parrocchia.<\/div>\n<div><a href=\"#Indice\">Ritorna all&#8217;indice<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/pcg\/storia-certosa-formato-breve\/\" target=\"contents\" rel=\"noopener\">Storia Versione Sintetica<\/a> &#8211;<a href=\"http:\/\/www.parrocchiacertosa.it\/storia_immagini.htm\" target=\"contents\" rel=\"noopener\">Valpolcevera e Certosa attraverso le immagini<\/a><\/div>\n<div align=\"center\">&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>versione&nbsp; completa INDICE LA FONDAZIONE IL CENOBIO E IL BORGO IL MEDIOEVO DELLA CERTOSA IL RINASCIMENTO &#8211; IL XVI e XVII SECOLO LA FINE DEL CENOBIO CERTOSINO LA FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA NASCE LA CERTOSA MODERNA LA FINE DELL\u2019OTTOCENTO L\u2019INIZIO DEL NOVECENTO UN\u2019ATTIVITA\u2019 INTENSA &#8211; Mons. 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